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Con quale autorità fai queste cose?

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 21,23-27

In quel tempo, Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?».
Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta».
Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Parola del Signore.

Capi dei sacerdoti e anziani chiedono a Gesù: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?». Dobbiamo pensare che, a volte, ci sono persone che vanno da Gesù senza fede e sono proprio questi ad avere dubbi. A loro potremmo rispondere con le parole di Sant’Agostino che dice, “se ti manca la fede, la preghiera è inutile. Poi, quando preghiamo, crediamo e preghiamo perché non ci manchi la fede. La fede provoca la preghiera, e la preghiera produce a sua volta la forza della fede”.

E noi, quando andiamo da Gesù andiamo per Fede o solo per chiedere cose?

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Maestro, cosa dobbiamo fare?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 3,10-18
 
In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Parola del Signore.

Buongiorno. Oggi vi proponiamo la registrazione della lectio di ieri sera dal Monastero di Sant’Antonio Abate in Roma guidata da dom Innocenzo Gargano, monaco camaldolese.

Per ascoltare la lectio clicca qui

Il Figlio dell’uomo dovrà soffrire

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 17,10-13

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Parola del Signore.

Chi ama la verità, chi decide di vivere libero e di essere davvero un Uomo è facile che si attiri l’invidia e, soprattutto, l’ira dei potenti che cercheranno il modo di farlo tacere. È capitato a Giovanni Battista, uomo che gridava la verità nel deserto di un mondo abitato da persone incapaci di vedere, ascoltare e praticare la bellezza della verità. È capitato a Gesù finito crocifisso sulla croce dopo essere stato messo al bando con menzogne e flagellato nel fisico e nel corpo. È accaduto alle migliaia di martiri uccisi per la verità. Accade ancora oggi, quando potenti, invidiosi e “pecore mute per opportunità e convenienza” si coalizzano per far soffrire gli appassionati della libertà e della verità. Eppure la storia ci insegna molto in merito. È raro, infatti, che un potente finisca la vita da Re. Il bene, quello vero, non lo fai soffrire perché è Bene … Un potente, invece, prima o poi cadrà vittima della propria malvagità.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

A chi paragonare questa generazione?

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,16-19

In quel tempo, Gesù disse alle folle:
«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”.
Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

Parola del Signore.

Questa generazione (tutte le generazioni) sono paragonate da Gesù a bambini che non si accontentano e che, in buona sostanza, sono sempre in cerca di qualcosa che non ottengono mai secondo i loro desideri che non sono quelli del Padre.

Come ben sappiamo e come il vangelo di questi giorni ci sta ripetendo la vera gioia sta nell’accogliere con fiducia la volontà di Dio e nell’affidarsi con Speranza ad un Padre che, prima di tutto, ama.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Essere grandi

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,11-15
 
In quel tempo, Gesù disse alle folle:
«In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono.
Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elìa che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».

Parola del Signore.

C’è chi crede di essere Grande, Potente, Forte … Gesù smentisce clamorosamente questo mito: “fra i nati di donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni Battista” e subito dopo aggiunge, “ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui”.

Tutto questo ci fa comprendere la nostra condizione di essere umani. Nel Regno dei cieli, infatti, il più piccolo, il più umile, il più semplice è più grande del Grande Giovanni.

Forse questo tempo forte dell’Avvento e la nascita di Gesù in semplicità in un luogo tra i più piccoli del mondo lontano da ricchi e potenti ci aiuta a rivedere nel profondo la nostra vita. La vera grandezza dell’uomo sta tutta, ma proprio tutta, nel suo cuore quando questo cuore riesce a guidare le sue parole e le sue azioni concrete. Il resto sono sciocchezze inutili.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,28-30

In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

Questa mattina per il piccolo commento ci affidiamo alle parole di Papa Francesco:

“Cari fratelli e sorelle, anche per noi ci sono momenti di stanchezza e di delusione. Allora ricordiamoci queste parole del Signore, che ci danno tanta consolazione e ci fanno capire se stiamo mettendo le nostre forze al servizio del bene. Infatti, a volte la nostra stanchezza è causata dall’aver posto fiducia in cose che non sono l’essenziale, perché ci siamo allontanati da ciò che vale realmente nella vita. Il Signore ci insegna a non avere paura di seguirlo, perché la speranza che poniamo in Lui non sarà delusa. Siamo chiamati quindi a imparare da Lui cosa significa vivere di misericordia per essere strumenti di misericordia. Vivere di misericordia per essere strumenti di misericordia: vivere di misericordia è sentirsi bisognoso della misericordia di Gesù, e quando noi ci sentiamo bisognosi di perdono, di consolazione, impariamo a essere misericordiosi con gli altri. Tenere fisso lo sguardo sul Figlio di Dio ci fa capire quanta strada dobbiamo ancora fare; ma al tempo stesso ci infonde la gioia di sapere che stiamo camminando con Lui e non siamo mai soli”

papa Francesco

Dio non vuole che i piccoli si perdano

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,12-14

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?
In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.
Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».

Parola del Signore.

I “piccoli” sono gli scartati, i semplici, quelli che questa società considera ai margini. Per Gesù, invece, i “piccoli” sono al centro. I “piccoli” non sono furbi, non sono motivati da interessi personali, non calpestano gli altri per considerarsi grandi. I “piccoli” sono nel cuore del Padre, sono persone che danno fiducia agli altri, che pur subendo le ingiustizie non reagiscono. I “piccoli” non saranno mai soli e Gesù sarà sempre a loro fianco.

Perciò stiamo attenti perché: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Se abbiamo fatto loro del male ricordiamocelo; se gli abbiamo traditi o usati per i nostri fini personali ricordiamocelo; se con furbizia ce ne siamo approfittati, ricordiamocelo.

Verrà il giorno del giudizio e quel giorno ciascuno di noi riceverà ciò che ha meritato.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Vedere cose prodigiose

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 5,17-26
 
Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.
Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico -: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.
Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

Parola del Signore.

Quando la malattia colpisce le ossa e le articolazioni, quando la vita perde la strada e smarriamo il senso di orientamento non riusciamo più a camminare. Siamo come paralizzati. Se abbiamo Amici, Amici veri, loro si prenderanno cura di noi facendo un po’ come gli uomini che hanno preso e portato il paralitico davanti a Gesù. Per farlo sono addirittura saliti sul tetto e calato la barella davanti al Maestro. Gesù vede la loro Fede. Egli conosce il cuore. Davanti a Gesù non puoi fingere. Lui ti conosce. Sa tutto. Ed ecco, perdona i peccati, toglie i pesi che opprimono e che schiacciano la vita. Elimina il carico che ci impedisce di camminare, di sognare, … di essere donne e uomini liberi!

Ecco, ora possiamo alzarci e camminare, possiamo prendere ciò che resta di noi, stupirci e pieni di timone dire che siamo stati protagonisti di qualcosa di straordinario, di grande … di prodigi che è difficile raccontare ma che abbiamo vissuto e che per sempre porteremo nel cuore e nel quotidiano.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Sentire compassione

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,35-3810,1.6-8

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Parola del Signore.

Anche il nostro tempo, come il passato, è un tempo complesso. L’intreccio tra follia, ragione e cuore genera spesso tensioni e disarmonie. Come reagire? “Com-passione” e senso della misura allontanando le negatività e chi semina “morte” perché l’unica cosa che conta è la vita ed in particolare la “vita buona”. Il resto sono solo disarmonie, stonature che è necessario correggere … Seguiamo la “stella” e lasciamo andare potenti e prepotenti; lasciamo andare ogni tipo di reazione negativa … Non vale la pena perdere tempo e vita nelle cose brutte o che non possiamo cambiare … Solo Dio può cambiare questo mondo …

Buin cammino

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Gesù guarisce due ciechi

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,27-31

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

Parola del Signore.

«Avvenga per voi secondo la vostra fede». È questa la chiave che apre tutte le porte. È la Fede che guarisce; è la Fede che dà la forza e la facoltà di vedere; è la Fede che salva la vita.

Anche i due ciechi del vangelo di oggi sono guariti dalla loro Fede. Credere fa miracoli. Credere in Dio è la chiave che apre le porte alla vita vera.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️