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Vi ho dato un esempio

Stare a pranzo o a cena con chi ti tradisce e poi lavare i piedi a lui/lei e agli altri che sono al tuo stesso tavolo è un gesto di profonda umiltà, un gesto che taglia l’aria e lascia un segno destinato ad attraversare il tempo. Se vivi secondo questo Spirito, se riesci a prendere questo modello di vita come il tuo abito ordinario, nessuno, ma proprio nessuno potrà più ferirti. Non ci riuscirà nemmeno chi siede accanto a te a mensa e al quale provi a rivolgere la parola più volte e non solo non ti risponde ma nemmeno ti degna di uno sguardo mentre continua a fare il gradasso cercando di essere simpatico. Non ti potranno ferire nemmeno gli sguardi di coloro che ti trattano da estraneo e fanno finta di giocare tra loro in un ridicolo teatro dell’assurdo. Non lasciarti addolorare nemmeno quando ti lasceranno solo e tenteranno di fingere con parole o gesti d’affetto che sono solo formali. Non reagire nemmeno di fronte a plateali menzogne o a chi prova a prendersi gioco di te stando a mensa con te solo per assolvere ad un dovere mentre trama in segreto. Ma questo è il mondo, questo è quello al quale ci siamo ridotti nelle relazioni con i cosiddetti “amici, parenti e conoscenti”. Tu, se vuoi, se puoi, alzati, deponi le tue vesti, prendi un asciugamano e versa acqua in un catino per lavare loro i piedi e poi asciugali. Se riuscirai a farlo avrai vinto la tua battaglia con il tuo orgoglio e con il tuo egoismo. Il mondo, questo mondo, ha bisogno di questo esempio … Noi stessi abbiamo bisogno di questo esempio che non riusciamo a comprendere ma che dobbiamo praticare con tutta la nostra mente e il nostro cuore. Poi, il mondo, questo mondo, vada come vada tanto ci sarà sempre qualcuno pronto a sputare sentenze e a diffondere menzogne, giudicare, rifiutare ed emarginare. Ci sarà sempre qualcuno che dal suo piedistallo ti processerà, condannerà e poi tenterà di annientarti. Tu lascialo fare. La Speranza è che a Pasqua ciascuno di noi risorga dal suo sepolcro e riesca davvero ad intraprendere un nuovo cammino sull’esempio di Gesù. Da ogni ferita, infatti, dovrà nascere un fiore, da ogni schiaffo un bacio, da ogni dolore un sorriso e mai, mai un lamento dovrà affiorare dalle nostre labbra. “Vi ho dato un esempio, infatti, perché -dice Gesù -anche voi facciate come io ho fatto a voi”.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 13,1-15

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

Parola del Signore.

Rabbì, sono forse io?

Essere traditi ed esserlo da una persona a cui si è legati fa male, molto male. Ed è ciò che vive Gesù. Eppure c’è un risvolto della storia ancora più tragico ed è lo stato in cui precipita il traditore. Sappiamo che Giuda, il traditore, non riuscirà a reggere il rimorso che lo condurrà ad una tragica fine. Ma vediamo che anche gli altri discepoli chiedono a Gesù “… sono forse io?”. Tutti, in qualche modo, s’interrogano. E noi? Forse ciascuno di noi dovrebbe farsi la domanda se e quando ha tradito o sta per tradire Gesù. Spesso, infatti, siamo davvero ipocriti: quando diciamo e annunciamo belle parole e bei pensieri, ma non riteniamo di doverli mettere in pratica; quando usiamo il Vangelo e l’appartenenza alla Chiesa per nostri scopi personali; quando partecipiamo alla liturgia, ma la nostra vita non si conforma a quanto abbiamo vissuto nella comunione con Gesù; quando mischiamo fede e superstizione; quando diciamo di credere in Dio e ci affidiamo a cose che nulla hanno a che vedere con la fede (carte, oroscopi, amuleti, …); quando non lo riconosciamo nel fratello e nella sorella che stendono la mano verso di noi per domandare aiuto; quando abbandoniamo la sposa o lo sposo o quando da genitori o da figli pensiamo solo a noi stessi e ci comportiamo da perfetti egoisti; quando spingiamo gli altri a prendere decisioni delle quali un giorno si pentiranno amaramente; quando facciamo prevalere le nostre ideologie politiche su quanto ci insegna il Vangelo; quando ci limitiamo a compiere in privato le nostre devozioni; quando preghiamo intensamente, ma la preghiera non si trasforma in carità, in impegno di comunione e riconciliazione; quando, pur dicendoci cristiani e credenti, rifiutiamo la Chiesa, la calunniamo e ne prendiamo le distanze come se fosse altra cosa dal Signore. Si potrebbe continuare ancora e ognuno di noi può aggiungere altro, tanto altro e Gesù ci risponderà: “Tu lo hai detto”.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 26,14-25

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

Parola del Signore.

Uno di voi mi tradirà

Il tradimento è il segno del male che accompagna l’inizio della terribile esperienza di Gesù in questa settimana santa. Giuda è l’uomo che abbandona il suo compito e segue i suoi desideri e la sua volontà abbandonando il Maestro in cambio di pochi denari. Giuda lascia la cena con gli amici ed entra nella “notte”. Lascia la gioia della fraternità quando è buio ed era “notte”. Ed è in questo momento che Gesù torna a parlare del suo andare dove, gli altri, ,(anche noi), per ora, non possono seguirlo. Su questa stessa strada lo seguiranno (lo seguiremo) dopo. Si, proprio così. Come Gesù siamo chiamati anche noi a seguire la sua stessa via. Egli vivrà la Passione solo, abbandonato da tutti e soffrendo molto. Questa esperienza non sarà risparmiata ai suoi Amici (e anche noi siamo o saremo chiamati a farne esperienza) ma seguirla è l’unica possibilità per risorgere a vita nuova. Non possiamo rifiutare la croce. Non lo ha fatto Gesù e non possiamo farlo noi. Sappiamo però che proprio nei momenti più complicati e difficili il Signore è con noi e ci aiuta a portare la croce. Per ora, come il discepolo che Gesù amava, possiamo chinare il capo sul suo petto e restare in intimità ponendo qualche domanda alla quale Egli ci risponderà con parole e gesti personali che offrono indicazioni preziose e confessano tristi realtà. Questo è il cammino dell’uomo che non possiamo rifiutare e che dobbiamo vivere pienamente cercando di evitare qualsiasi forma o gesto di tradimento.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 13,21-33.36-38

In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

Parola del Signore.

Profumo di puro Nardo

La settimana più difficile e più bella del cristianesimo si apre diffondendo l’odore del puro nardo, un profumo tipicamente orientale capace di favorire la meditazione spirituale. Maria, la sorella di Marta (sempre impegnata a servire) ne versa una bella quantità sui piedi di Gesù e li bagna con le sue lacrime e poi li asciuga con i suoi capelli. È un gesto che indica la regalità di Gesù e, forse, ne annuncia la morte e la resurrezione. Il gesto di Maria provoca le proteste di Giuda, discepolo, ladro e traditore che avrebbe voluto venderlo. Gesù interviene per esprimere il suo favore verso il gesto profetico di Maria. Sullo sfondo di questo racconto ecco il sopraggiungere della folla che curiosa voleva vedere Lazzaro, l’uomo che Gesù aveva risuscitato e riemerge la solita gelosia e invidia dei capi dei sacerdoti che rinnovano il proposito di uccidere Gesù, cosa che appena quattro giorni dopo riusciranno a fare. Il gesto di Maria è, quindi, un annuncio e un nuovo segno che ci aiuta a respirare l’amore di Dio che in quel profumo dolce e amaro e vagamente legnoso ci consegna le sfumature di un percorso che segna la fine ma anche il principio dell’eternità.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 12,1-11

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

Parola del Signore.

La “Passione” nel quarto vangelo

Carissimi, buona domenica delle Palme.

Oggi condividiamo con voi la registrazione dell’incontro di ieri stasera con p. Laszlo Simon osb, che ha proposto una riflessione sulla Passione secondo Giovanni (quella che proclameremo la sera del Venerdì santo): http://www.camaldolesiromani.com/wp-content/uploads/2022/04/Palme-C-09-04-22.mp3
buona Settimana santa a tutti!

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Segni

Ci sono segni che raccontano vita e altri che lasciano ferite. Gesù lasciava molti segni che scuotevano dal torpore le donne e gli uomini del suo tempo e ciò infastidiva i potenti, primi fra tutti i sacerdoti del tempio sempre più gelosi e preoccupati di perdere potere e prestigio. Il sommo sacerdote Caifa pensò che eliminando Gesù ogni cosa sarebbe tornata al suo posto. A pensarci bene è lo stesso che accade anche oggi, quando i potenti di turno di ogni istituzione cercano di eliminare o emarginare donne e uomini che compiono segni che danno speranza e hanno il potere di animare i sogni del popolo. Sappiamo bene come finirà con Gesù. Fu arrestato, processato, condannato e appeso ad una croce … ma dopo tre giorni quel segno diventò il simbolo di ogni riscatto e di ogni risurrezione. Quel segno rivoluzionò il mondo e la vita delle persone. Oggi, però, pur occupando qualche angolo delle pareti di casa sembra che abbia perso tutto il suo potere di senso … Perché? Cosa è accaduto? In questo scorcio di Quaresima dovremmo interrogarci su questo cambiamento e ridare potere a questo segno.

Franca e Vincenzo osb-cam ❤️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 11,45-56
 
In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. 
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». 
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. 
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli. 
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

Parola del Signore.

Tu hai parole di vita eterna

Ci sono parole che ti emozionano e altre che possono deluderti; ci sono parole che possono ferire ed altre che possono dare forza e coraggio. Le parole sono davvero importanti e quando ne pronunciamo qualcuna facciamolo pensando al loro “effetto”. Anche i silenzi portano il loro messaggio e, a volte, dicono molto di più di tante parole.

Le Parole di Gesù, invece, sono Parole che danno coraggio, che appassionano, che offrono speranza e danno fiducia, … sono Parole di vita eterna.

Ascoltiamo la Parola di Gesù e la vita troverà pace

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 10,31-42

In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». 
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata -, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». 

Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. 
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

Parola del Signore.

Osservo la sua Parola

Dio è fedele e, per la coerenza a questa promessa, Egli è pronto a tutto. Dio è misericordioso e per la fedeltà a questa sua promessa è disponibile ad ogni azione anche la più clamorosa. Dio non ha paura della sua fedeltà alle promesse fatte e nemmeno della sua misericordia. Ad entrambe non rinuncia perché Dio è un Padre che, in Gesù, si è rivelato e che scribi, farisei e sacerdoti del tempio hanno ignorato e addirittura perseguitato. Dobbiamo stare attenti perché la storia si ripete e ci fa vivere il dramma che Gesù ha dovuto subire per restare coerente e fedele alle promesse e alla misericordia del Padre. Tutto ciò lo ritroviamo nella Parola, dono immenso, che ci consente di ascoltare e riascoltate la volontà di Dio. Osservare la Parola è, quindi, l’opportunità che Dio Padre ci dona per vivere, fin da subito, la vita eterna. Non possiamo rifiutare questa possibilità di avere la vita e, in particolare, quella vita buona e, aggiungiamo noi, bella che la Parola di Dio ci indica. Anche noi, perciò, restando coerenti e fedeli, misericordiosi e liberi figli di Dio avremo la possibilità di fare la stessa esperienza di luce che ha fatto Gesù nella sua breve vita terrena.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 8,51-59
 
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: ”È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».

Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

Parola del Signore.

La verità vi farà liberi

Essere liberi è davvero importante. Vivere da persona libera, infatti, è sempre stata una delle principali aspirazioni delle donne e degli uomini di tutti i tempi. Ma esserlo realmente non è facile. A volte ci si illude di essere liberi mentre si è schiavi di situazioni varie, dipendenti da vizi o persone se non sudditi di uomini spregiudicati che minacciano e/o ricattano.

Gesù, invece, dona vera libertà perché ci consegna la “verità”, cioè ci offre la possibilità di scegliere senza vincoli una vita piena di significato e di dignità. Gesù libera da ogni forma di schiavitù e di dominio. Se siamo e restiamo legati a Lui e al Padre nessuno potrà dominarci perché sempre la nostra coscienza sarà capace di fare scelte libere e personali. Nessuno, infatti, deve o dovrà sentirsi oppresso da lestofanti, imbroglioni o astuti manovratori che si approfittano delle nostre debolezze e cercano di sottometterci. Mai dobbiamo piegare il capo e sentirci o essere schiavi, la libertà non ha prezzo. Sappiamo che sempre il Signore ci dà la forza di non cedere ai ricatti o di cadere schiavi del peccato o dei vizi. Abbiamo una dignità da difendere e da salvaguardare che Gesù ci aiuta a preservare dal dominio di prepotenti o ingannatori. Restiamo fedeli alla sua Parola e conserveremo la libertà di essere donne e uomini capaci di vivere con dignità ogni situazione.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 8,31-42
 
In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».

Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

Parola del Signore.

Tu chi sei?

“Tu chi sei?”. Chi è Gesù per me? Gesù è il crocifisso!

Si, Gesù è “l’uomo-Dio” crocifisso che altri uomini, cioè noi, abbiamo messo in croce e che accetta di essere crocifisso. Pur essendo le nostre case piene di crocifissi appesi alle pareti spesso ci dimentichiamo del senso profondo di questo simbolo. Eppure le nostre vite sono piene di incontri con crocifissi della storia cioè di malati, di poveri, di emarginati, di persone che soffrono per mille motivi e forse noi stessi portiamo impresse nel corpo e nel cuore le piaghe di mali che tormentano la vita. Ecco allora chi è Gesù. Gesù è l’uomo che soffre e che noi rifiutiamo dall’alto del nostro sentirci migliori, di crederci buoni, di sentirci a posto con la coscienza.

Finché ci sarà una sola persona che soffre, una sola persona che sta male noi siamo responsabili, noi dovremmo sentirci mordere la coscienza. Preghiamo perché la Quaresima ci dia la consapevolezza della nostra corresponsabilità e della nostra indifferenza che fa male, molto male …

Purtroppo anche noi stiamo partecipando e rinnovando la crocifissione del Cristo nel nostro presente.

Chiediamo a Dio di perdonare il nostro perbenismo e il nostro girare la faccia dall’altra parte. È su questo che saremo giudicati e non su altre cose. Dio liberi il nostro cuore dalle catene dell’orgoglio, dai blocchi mentali e ci doni umiltà e coraggio per riprendere la vita tra le mani e liberare ogni prigioniero dal dolore, dalla povertà, dalla sofferenza e da ogni male.

Franca e Vincenzo osb-cam ❤️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 8,21-30

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?».
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo».  Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.

Parola del Signore.