Archivi categoria: Parole dal cuore

Servo ed escluso

In un paese lontano accadde questo: un giorno un servo di nome Nemo si presentò, come sempre, per prestare la sua opera ma il suo padrone restava in silenzio.

Il servo attendeva ma non riceveva ordini. Passarono i giorni, passarono i mesi … il servo non contava più il tempo. In fondo quando era più giovane lo avevano chiamato e lui aveva detto si. Ora pur potendo ancora svolgere un compito nessuno gli diceva più che fare anzi aveva anche sentito dire che la sua presenza non era per nulla gradita. Da chiamato a servire ora era diventato un escluso, un reietto, uno scarto, un anawin … E questo per lui era diventata, di fatto, una benedizione. In un primo momento non lo aveva capito ora, però, aveva imparato a vivere il suo essere servo servendo nel silenzio e nel buio. L’unica cosa che gli era rimasta era “fare” da campanello d’allarme: testimone quotidiano con una presenza che è di fatto denuncia con la speranza di scuotere le coscienze. Forse questo era il modo migliore per raccontare con la vita il suo essere servo.

Ed eccolo un testimone che sulla sua pelle vive l’esclusione

Segno dei tempi/diaconi a servizio

Un diacono e padre di famiglia è stato scelto per essere il nuovo economi della Cei. Un segno dei tempi per chi vuole e sa leggerli. Intanto ieri a Milano Papa Francesco rispondendo ad una domanda di un diacono ha detto: “Voi diaconi avete molto da dare, molto da dare. Pensiamo al valore del discernimento. All’interno del presbiterio, voi potete essere una voce autorevole per mostrare la tensione che c’è tra il dovere e il volere, le tensioni che si vivono all’interno della vita familiare – voi avete una suocera, per dire un esempio! –. Come pure le benedizioni che si vivono all’interno della vita familiare”.

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8 marzo di liberta’ e Servizio

Un 8 marzo cristiano lo immaginiamo come occasione autentica per recuperare verità, luce e libertà da ogni condizionamento. Occasione per riflettere sugli incontri che Gesù ha avuto con le donne. Si tratta di peccatrici pubbliche, di mamme e bambine qualcuna ammalatata, di donne che accolgono, di altre che accompagnano Gesù sulle strade polverose della Galilea e di donne che per prime lo vedono Risorto … Tutte stanno davanti a Gesù con pari dignita, capaci di ascolto, di azione e di Parola ma soprattutto di servizio, l’unico che, probabilmente, in quel tempo era loro consentito dalle leggi e dal costume. Gesù le “vede” mentre il mondo le ignora. Così facendo rida loro dignità e le riconsegna un ruolo.  Un ruolo, però, davvero essenziale  e oggi, purtroppo, molto spesso dimenticato o relegato ai margini e, ne siamo certi sempre più, davvero indispensabile per ridare verità al messaggio di Cristo che dice:  «Io sono tra voi come un diacono» (Lc 22,27).

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“Mettersi nelle scarpe degli altri ‘”.

“Quante volte ho incontrato persone che, dopo aver cercato conforto in un cristiano, sia esso un laico, un prete, una suora, un vescovo, mi dice: «Sì, mi ha ascoltato, ma non mi ha capito». Capire significa mettersi le scarpe degli altri. E non è facile. Spesso per supplire a questa mancanza di grandezza, di ricchezza e di umanità ci si perde nelle parole. Si parla. Si parla. Si consiglia. Ma quando ci sono solo le parole o troppe parole non c’è questa “grandezza” di mettersi nelle scarpe degli altri” (Papa Francesco)

Buon cammino di Quaresima

I parroci non siano burocrati

“Fatevi prossimi, con lo stile proprio del Vangelo, nell’incontro e nell’accoglienza di quei giovani che preferiscono convivere senza sposarsi”. Lo ha chiesto Papa Francesco ai parroci che hanno partecipato al corso di formazione sul nuovo processo matrimoniale, promosso dal Tribunale della Rota Romana. Una nuova apertura, che il Papa ha lanciato proprio lì dove si discute della sacralità del matrimonio e dei rari casi in cui è ammesso derogare a quel vincolo.

Nel suo intervento, papa Francesco ha richiamato l’attenzione dei sacerdoti anche su come aiutare quanti sentono che la loro unione abbia conservato ben poco di sacro.

Francesco chiede ai parroci di «sostenere quanti si sono resi conto del fatto che la loro unione non è un vero matrimonio sacramentale e vogliono uscire da questa situazione»: siano visti non come «esperti di atti burocratici», ma come «fratelli» «in ascolto e comprensione».

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La misericordia e’ oltre la casistica

A proposito di separati, di divorziati risposati, dei giudizi di “condanna” e delle punizioni senza rimedio: vediamo cosa ne dice papa Francesco.

“Gesù – prosegue Bergoglio – dice sempre la verità, spiega le cose come sono state create. E lo fa anche quando a interrogarlo sull’adulterio sono i suoi discepoli a cui ripete: ‘Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei, e se lei ha ripudiato il marito e ne sposa un altro, commette adulterio’.

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L’ amicizia e’ la gioia della nostra vita

“Un amico fedele è rifugio sicuro:
chi lo trova, trova un tesoro.
Per un amico fedele non c’è prezzo,
non c’è misura per il suo valore.
Un amico fedele è medicina che dà vita:
lo troveranno quelli che temono il Signore.
Chi teme il Signore sa scegliere gli amici: come è lui, tali saranno i suoi amici”.

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