A chi paragonare questa generazione?

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,16-19

In quel tempo, Gesù disse alle folle:
«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”.
Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

Parola del Signore.

Questa generazione (tutte le generazioni) sono paragonate da Gesù a bambini che non si accontentano e che, in buona sostanza, sono sempre in cerca di qualcosa che non ottengono mai secondo i loro desideri che non sono quelli del Padre.

Come ben sappiamo e come il vangelo di questi giorni ci sta ripetendo la vera gioia sta nell’accogliere con fiducia la volontà di Dio e nell’affidarsi con Speranza ad un Padre che, prima di tutto, ama.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Essere grandi

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,11-15
 
In quel tempo, Gesù disse alle folle:
«In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono.
Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elìa che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».

Parola del Signore.

C’è chi crede di essere Grande, Potente, Forte … Gesù smentisce clamorosamente questo mito: “fra i nati di donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni Battista” e subito dopo aggiunge, “ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui”.

Tutto questo ci fa comprendere la nostra condizione di essere umani. Nel Regno dei cieli, infatti, il più piccolo, il più umile, il più semplice è più grande del Grande Giovanni.

Forse questo tempo forte dell’Avvento e la nascita di Gesù in semplicità in un luogo tra i più piccoli del mondo lontano da ricchi e potenti ci aiuta a rivedere nel profondo la nostra vita. La vera grandezza dell’uomo sta tutta, ma proprio tutta, nel suo cuore quando questo cuore riesce a guidare le sue parole e le sue azioni concrete. Il resto sono sciocchezze inutili.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,28-30

In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

Questa mattina per il piccolo commento ci affidiamo alle parole di Papa Francesco:

“Cari fratelli e sorelle, anche per noi ci sono momenti di stanchezza e di delusione. Allora ricordiamoci queste parole del Signore, che ci danno tanta consolazione e ci fanno capire se stiamo mettendo le nostre forze al servizio del bene. Infatti, a volte la nostra stanchezza è causata dall’aver posto fiducia in cose che non sono l’essenziale, perché ci siamo allontanati da ciò che vale realmente nella vita. Il Signore ci insegna a non avere paura di seguirlo, perché la speranza che poniamo in Lui non sarà delusa. Siamo chiamati quindi a imparare da Lui cosa significa vivere di misericordia per essere strumenti di misericordia. Vivere di misericordia per essere strumenti di misericordia: vivere di misericordia è sentirsi bisognoso della misericordia di Gesù, e quando noi ci sentiamo bisognosi di perdono, di consolazione, impariamo a essere misericordiosi con gli altri. Tenere fisso lo sguardo sul Figlio di Dio ci fa capire quanta strada dobbiamo ancora fare; ma al tempo stesso ci infonde la gioia di sapere che stiamo camminando con Lui e non siamo mai soli”

papa Francesco

Dio non vuole che i piccoli si perdano

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,12-14

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?
In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.
Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».

Parola del Signore.

I “piccoli” sono gli scartati, i semplici, quelli che questa società considera ai margini. Per Gesù, invece, i “piccoli” sono al centro. I “piccoli” non sono furbi, non sono motivati da interessi personali, non calpestano gli altri per considerarsi grandi. I “piccoli” sono nel cuore del Padre, sono persone che danno fiducia agli altri, che pur subendo le ingiustizie non reagiscono. I “piccoli” non saranno mai soli e Gesù sarà sempre a loro fianco.

Perciò stiamo attenti perché: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Se abbiamo fatto loro del male ricordiamocelo; se gli abbiamo traditi o usati per i nostri fini personali ricordiamocelo; se con furbizia ce ne siamo approfittati, ricordiamocelo.

Verrà il giorno del giudizio e quel giorno ciascuno di noi riceverà ciò che ha meritato.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Vedere cose prodigiose

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 5,17-26
 
Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.
Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico -: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.
Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

Parola del Signore.

Quando la malattia colpisce le ossa e le articolazioni, quando la vita perde la strada e smarriamo il senso di orientamento non riusciamo più a camminare. Siamo come paralizzati. Se abbiamo Amici, Amici veri, loro si prenderanno cura di noi facendo un po’ come gli uomini che hanno preso e portato il paralitico davanti a Gesù. Per farlo sono addirittura saliti sul tetto e calato la barella davanti al Maestro. Gesù vede la loro Fede. Egli conosce il cuore. Davanti a Gesù non puoi fingere. Lui ti conosce. Sa tutto. Ed ecco, perdona i peccati, toglie i pesi che opprimono e che schiacciano la vita. Elimina il carico che ci impedisce di camminare, di sognare, … di essere donne e uomini liberi!

Ecco, ora possiamo alzarci e camminare, possiamo prendere ciò che resta di noi, stupirci e pieni di timone dire che siamo stati protagonisti di qualcosa di straordinario, di grande … di prodigi che è difficile raccontare ma che abbiamo vissuto e che per sempre porteremo nel cuore e nel quotidiano.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Sentire compassione

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,35-3810,1.6-8

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Parola del Signore.

Anche il nostro tempo, come il passato, è un tempo complesso. L’intreccio tra follia, ragione e cuore genera spesso tensioni e disarmonie. Come reagire? “Com-passione” e senso della misura allontanando le negatività e chi semina “morte” perché l’unica cosa che conta è la vita ed in particolare la “vita buona”. Il resto sono solo disarmonie, stonature che è necessario correggere … Seguiamo la “stella” e lasciamo andare potenti e prepotenti; lasciamo andare ogni tipo di reazione negativa … Non vale la pena perdere tempo e vita nelle cose brutte o che non possiamo cambiare … Solo Dio può cambiare questo mondo …

Buin cammino

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Gesù guarisce due ciechi

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9,27-31

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

Parola del Signore.

«Avvenga per voi secondo la vostra fede». È questa la chiave che apre tutte le porte. È la Fede che guarisce; è la Fede che dà la forza e la facoltà di vedere; è la Fede che salva la vita.

Anche i due ciechi del vangelo di oggi sono guariti dalla loro Fede. Credere fa miracoli. Credere in Dio è la chiave che apre le porte alla vita vera.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Fare la volontà del Padre

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 7,21.24-27

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Parola del Signore.

Oggi Gesù ci spiega con chiarezza che per entrare nel regno dei cieli non basta pregare, non basta contemplare, non basta frequentare o partecipare a tutte le devozioni … Per entrare “nel Regno dei cieli” occorre “fare la volontà del Padre”. E questo significa mettere da parte il nostro “io”; significa accantonare ogni desiderio di successo e/o potere personale; significa obbedire al Padre che ci indica la strada. Occorre farsi piccoli, semplici … ultimi!!! Occorre lasciare andare i potenti per la loro strada … Occorre essere fedeli ad un Padre che ci indica la via dell’Amore come unica vera strada che ci porta a Dio.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Gesù esultò nello Spirito Santo

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10,21-24

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Parola di Dio.

Il cristianesimo è la rivoluzione dei piccoli che battono dotti e sapienti. Gesù gioisce di fronte alla grande fede dei piccoli e dei semplici. Sono loro quelli che batteranno scribi e farisei cioè i sapienti che credono di credere perché sanno. I piccoli vivono imitando Gesù e con la loro fede semplice possono cambiare il mondo. Sono i piccoli quelli capaci di “vedere” quello che altri non vedono. Sono i piccoli quelli capaci di “ascoltare” quello che sapienti e dotti non sono riusciti ad ascoltare.

In questo “vedere ” e “ascoltare” c’è la grande possibilità di vedere e ascoltare ciò che nemmeno molti Profeti e molti Re hanno desiderato ma non hanno né visto né udito.

Sono loro, i piccoli e i semplici, i Beati che godono la stessa beatitudine di Gesù… Facciamoci piccoli e comprenderemo meglio Gesù, la sua vita e il suo messaggio. Basterà questo nuovo stile di vita a rendere “bella” ogni cosa della vita.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Molti verranno dall’oriente e dall’occidente

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 8,5-11

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».
Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

Parola del Signore.

Ci sono due grandi temi nel vangelo di oggi. La Fede del centurione. È la Fede che ci salva, cioè l’accordo tra il cuore e la mente capaci di invocare in sintonia il Signore Gesù Cristo. Il secondo tema riguarda l’Universalità della Fede. La Fede in sostanza è per tutti. Israele non ne ha l’esclusiva.

San Paolo nella lettera ai Romani infatti dice: «Non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: “Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato”».

Per fare sintesi: “Siamo tutti fratelli”. E se questo è vero prima di respingere qualcuno, chiunque sia, è il caso di farsi qualche domanda

Francs e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Aquila e Priscilla